Affollata l’aula consiliare per il nostro convegno del 9 marzo “Donne di/per Ragusa”

Maria Paternò Arezzo. Mariannina Coffa e Maria Occhipinti. Tre donne della Ragusa di ieri al centro del convegno promosso dal Comune di Ragusa e dall’associazione Youpolis Sicilia tenutosi sabato sera 9 marzo in un’affollatissima aula consiliare del Municipio cittadino. L’incontro, che ha visto la presenza dell’on. Stefania Campo, è stato aperto dai saluti di Giovanna Licitra, vicesindaco di Ragusa e di Francesco Scollo, presidente Youpolis Sicilia. Quindi.gli interventi del prof. Gaetano Cosentini. storico e saggista, della docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli e della protesa Margherita Bonomo, docente presso l'Università di Catania, moderati da Stefano Vaccaro.

Tre donne molto diverse tra loro, per personalità, carattere, persino per nascita. Maria Paterno Arezzo era una figlia della Ragusa bene, principessa di Castellaci. Morta a soli 39 anni, lasciò tutti i suoi averi alla comunità per la realizzazione di un ospedale che ancora oggi porta il suo nome. “Questo suo gesto, che resta nobilissimo - ha spiegato il prof. Cosentini -. si inserisce in una tradizione di famiglie, di entourage culturale, in cui la beneficenza, l’amore per il prossimo, l’aiutare i diseredati era una regola costante. Alle donne di oggi lascia un messaggio ben preciso: la nostra vita si può spendere in tanti modi e i soldi possono servire, oltre che a divertirsi e ad avere una vita agiata, a creare un sorriso per qualcuno". Maria Occhipinti è stata invece un’attivista e una scrittrice, conosciuta e apprezzata ben al di fuori dei confini cittadini per il suo antimilitarismo che la portò a diventare, poco più che ventenne, leader del movimento dei Non si parte. Era il 4 gennaio del 1945, il secondo conflitto mondiale era appena iniziato. Maria Occhipinti era incinta quando, per far fuggire un gruppo di giovani dai rastrellamenti dei carabinieri, non esitò a stendersi sulla strada per bloccare il mezzo su cui venivano trasportate le giovani reclute. Il suo gesto diede inizio ad una insurrezione popolare. Da autodidatta scrisse nel 1957 la sua autobiografia "Una donna di Ragusa’’con la quale, ripubblicato da Feltrinelli, vinse il Premio Brancati nel 1976. Alla sua vita è stato dedicato, nel 2013, il documentario "Con quella faccia da straniera. Il viaggio di Maria Occhipinti", di Luca Scivoletto. Non ragusana di nascita, ma d'adozione, in quanto netina sposata con un ragusano, era invece Mariannina Coffa, poetessa dell’Ottocento con una vita tormentata. Costretta a sposare un uomo che non amava e che le impediva di scrivere, lasciò il marito per ritornare nella sua città natia e dedicar si alla poesia. Morì a soli 36 anni, disprezzata e abbandonata persino dalla sua famiglia. "Il lascito che la sua figura tramanda a tutte le donne di oggi è questo - ha spiegato la protesa Riccioli la volontà di affermarsi come donne e come arti ste, di autodeterminarsi, di essere padrone del proprio destino e di affiliarsi da certe catene delle convenzioni, delle tradizioni, dalle catene di vincoli che sentiamo non autentici. Lei ad esempio del matrimonio diceva che era un vincolo non valido perché non autentico, non basato sull’amore. Ci lascia questo grido disperato di donna che ha voluto realizzarsi a tutti i costi ma che si è dovuta scontrare contro tante barriere". (Tratto dall'articolo di Lucia Fava su La Sicilia ed. Ragusa)